Bada alla badante

- Pronto e’ l’assessore alla scuola del Comune di Roma (voce falsamente cordiale)

- Si, buonasera ( voce impostata, lontana, quasi diffidente)

- Salve, sono Gianluca Semprini , giornalista di Skytg24 (voce squillante)

- Si pronto ( voce conciliante)

- Salve, senta (ora la mia voce e’ seria e leggerissima incazzata), mi permetta una domanda di carattere personale, ma ho pensato,  chi meglio di lei me lo puo’ dire, mi permetta: domani i miei gemelli di sette mesi iniziano ufficialmente il nido, dopo gli incontri propedeutici di venerdi’ scorso, sono terzo e quarto figlio, ma cosa devo fare? Pagare il servizio o no? Sono esente come da bollettino che mi avete inviato all’atto dell’iscrizione a giugno  ?

Avete ragione, scritto così non si capisce. La premessa innanzitutto: questo articolo andrà nella sezione del blog (sarà presto graficato in modo umano!) che titolerò “Nimby”, all’interno, senza ipocrisie, tutto ciò che mi circonda e mi riguarda.

Ed ecco l’antefatto : una delibera della giunta Rutelli del 2000 regolava il pagamento dell’asilo nido all’ISEE dunque al reddito familiare. Una seconda delibera del 2008 della giunta Veltroni stabiliva che, per venire incontro alle famiglie numerose, dal terzo figlio in poi alle famiglie veniva offerto l’asilo gratis . Insomma, in una città non certo a misura di bambino come Roma, un aiuto fondamentale.

 

 

Adesso l’esperta di amministrazione pubblica l’Assessore alla Scuola Alessandra Cattoi  Assessore alla Scuola Alessandra Cattoi( sorvolo sul suo curriculum leggetelo da voi e giudicate se adatta al ruolo ehttp://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW482881&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode ) da molti simpaticamente chiamata la “badante” di Marino (me la ricordo in campagna elettorale gia’ ispirare profonda simpatia in chi la incrociava), che già aveva dato su Facebook mesi fa prova di empatia con la città pubblicando una foto del Colosseo con, sulla didascalia, un simpatico “ecco uno dei (pochi) motivi per vivere a Roma”, una signora  che fino all’incarico sicuramente legittimo da Assessore aveva avuto l’unico merito nella vita di essere una fedelissima del sindaco, ha portato avanti la battaglia per la quale vivrà gloria imperitura. In nome del pareggio di bilancio, della spending rewiev, ispirata dal rigidismo della Bundebank, ha deciso di risparmiare ben 2 milioni di euro , su un buco del Comune di piu’ di 800, per togliere l’esenzione al pagamento dell’asilo dal terzo figlio in poi per i nuclei numerosi, eccezion fatta per le famiglie con Isee sotto i 10 mila euro.

Coerente? Certo, in fondo a poche centinaia di metri di distanza c’è un presidente del Consiglio, della stessa area politica, che ci ripete allo sfinimento che bisogna investire sulle scuole, che bisogna aiutare le mamme a lavorare serene, che lancia il mirabolante slogan ”mille asili in mille giorni” che - di fronte alle prese di posizione della badante di Marino – ha la stessa valenza del “sette chili in sette giorni” di Verdone e Pozzetto (Paolo Villaggio fece un libro che sembra più attinente alla realta italiana, sette grammi in sette anni).  Insomma la politica demografica della giunta Marino sembra chiara: perché dovete riprodurvi come conigli che siamo già tanti, calcolando anche le presenze straniere ? Chi ve l’ha detto che l’Italia e in particolare Roma incentiva a creare famiglie numerose, di fronte al fenomeno della natalità zero?

Signori chiariamoci, la decisione è politicamente legittima. Se ritieni che le famiglie numerose non debbano avere “privilegi”, basta dirlo chiaramente. Senza sotterfugi. Ma al Comune un po’ si vergognavano, evidentemente, e per questo l’esenzione è passata nell’ultima occasione disponibile di luglio, senza comunicazioni ufficiali, quando le famiglie sono partite per le vacanze tranquille che  i conti familiari per il settembre, bene o male, potevano reggere.  

E invece? Non solo chi è entrato all’asilo a settembre ha trovato quando è andata bene l’avviso del Comune sulla bacheca - nel mio ad esempio neache lo sapevano – ma la reintroduzione delle tariffe è stata giustificata dall’Assessore Cattoi con incredibili toni radical-chic: Un esempio? anche due, se non tre.

Al Fatto quotidiano che prontamente la intervista risponde che :  “Non c’è nessuna logica perché una famiglia con un reddito di un certo tipo debba essere automaticamente esente dalla retta del nido”, sottolinea l’assessore, “Questa misura va a incidere sui redditi medio-alti, così come l’aumento delle tariffe mensili, perché sui redditi molto bassi l’incremento è di 2-3 euro al mese”. Ah sì assessore? Allora non conosciamo nel dettaglio l’Isee di casa Cattoi, sappiamo che il marito è un dirigente dell’Acea che negli ultimi mesi ha trovato rinnovata considerazione in azienda, ma cosa vuol dire reddito medio alto a Roma con tre o quattro figli? Quando si paga un mutuo, un auto, da mangiare-vestire-giocare a quattro bambini, cosa resta? 

Ma vediamo l’altra frase, l’aumento di due tre euro per le famiglie a reddito basso.

Consideriamo una famiglia che ha un Isee di 10331 euro come da caso dettagliato nelle tabelle comunali …http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcrcontentId=NEW709846&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode  

Parliamo ad occhio e croce di un reddito totale di 1300 euro totali per una famiglia che avendo un terzo figlio (ma anche un quarto) passa da una spesa preventivata di O euro , cioè dall’esenzione,  a  81 euro al mese per lasciare il piccolo al nido dalle 9 alle 17: guarda un po’, proprio l’aumento avuto in busta paga da Renzi, che la badante si mangia, in un sol boccone per la rata dell’asilo, neanche fosse lo Sceriffo di Nottingham. Ma non erano, Assessore, due o tre euro?

Ma passiamo alle altre illuminate osservazioni per giustificare l’aumento posticipato. Di fronte appunto all’accusa legittima, di aver introdotto una norma retrodata, visto che le iscrizioni si chiudono a giugno, e la gabella è stato deliberata a luglio, la Cattoi, puntigliosa, precisa : “Noi consideriamo come termine di accettazione del posto il momento in cui il bambino inizia effettivamente a frequentare l’asilo nido, perché prima le famiglie possono decidere di rinunciare per qualunque motivo”. Ah si????? Quindi, non solo io iscrivo mio figlio all’asilo perchè mi regolo su alcune tariffe, e poi me ne trovo altre più alte e devo stare zitto, ma l’assessore alla Scuola e ai servizi per l’Infanzia, dall’alto della sua umanità, mi avverte che se voglio, mio figlio, posso non mandarlo più al nido! E dove lo mando? Se vado a lavorare lo posso lasciare all’Assessorato direttamente, magari proprio alla badante, se la chiamano così, evidentemente, avrà queste amabili prerogative. Chi meglio di lei può tenere i figli delle famiglie numerose di Roma?

Tornando alla telefonata l’assessore mi aveva spiegato personalmente che :  per un assessore alla scuola e’un grande dispiacere prevedere un simile taglio ( si sente dal tono ora quasi melodrammatico), che quei soldi verranno reinvestiti nella scuola, per l’edilizia scolatica sopratutto, che il buco di bilancio era diventato intollerabile, che da qualche parte occorre risparmiare; che la decisione e’stata presa in tempo utile ( evidente bugia, le iscrizioni erano già’ chiuse da un mese e mezzo); che calcolando il mio Isee dovrei pagare ” solo” 600 euro al mese ( 7 mila in un anno, quanto i Rolling Stones per il Circo Massimo) ;  che comunque sara il mio Municipio a comunicarmi quanto dovro’ pagare ora (peccato che un’ora dopo incontro il Presidente del Municipio che prende un aperitivo, lo disturbo due minuti, gli chiedo se i suoi uffici hanno competenze su questa storia, o se hanno ricevuto notizie – siamo al 6 settembre ad asili ampiamente aperti - e lui ancora non ne sa nulla )  e buon ultimo che Roma, in fondo e’una città, che offre molti servizi ai cittadini….

Molti servizi ai cittadini??? Sto per sbandare con l’auto, questo e’davvero troppo, ringrazio la Cattoi (sono sempre educato) ma le dico chiaramente che e’meglio che ci salutiamo qui, perché la telefonata può trascendere.

Comunque - spiego all’assessore – la storia non finisce qui. Mentre vengo a conoscenza che l’ex assessore Gigi de Palo che sta portando avanti una class action con decine di famiglie di Roma truffate dal Comune, lunedì 8 settembre porto i gemelli all’asilo per l’inserimento, e nessuno sa ancora nulla nè di tariffe nè di come applicarle. Avverto con un sms l’assessore (non voglio esser stalker, ma chiedo chiarimenti) mi risponde che li avrò in giornata. Per 24 ore nessuna notizia. Il giorno dopo a Sky, in riunione di redazione, mentre si parla dei classici problemi della scuola per l’apertura delle aule, accenno alla vicenda. La Direzione decide che merita un servizio proprio per quanto si diceva – se Renzi annuncia aiuti alle famiglie e una politica per i Nidi, tu Comune di Roma non puoi fare l’opposto – nel pomeriggio, me l’aspettavo, mi arriva una simpatica telefonata, quella dell’addetta stampa della Cattoi. Ha un tono squillante. Io resto incazzato nero.

- Ho visto che sei molto arrabbiato, avete addirittura fatto un servizio a Sk… –

- No guarda (la stoppo subito) non ti permettere di dire che sto portando il mio interesse privato qui dentro in azienda, è una cosa che ha colpito anche me e ne ho parlato in riunione di redazione: è stato fatto un servizio , comunque non ti preoccupare, vedrai quello che ti scrivo sul blog…

La telefonata cominciata male, non decolla. Lei prova a cercare l’empatia, al contrario della sua assistita, mi racconta dei suoi gemelli , io resto particolarmente rude di fronte alle giustificazioni sulla tempistica dell’intervento e sulla pubblicizzazione dell’intervento, ma sbotto definitivamente quando mi ricorda che, avendo due figli al nido, usufruirò di uno splendido sconto del 30%. – Sconto??? Ma è un aumento del 70 per cento !!!

Comunque chiedo una precisazione: “Cara addetta stampa dell’assessore, ma visto che voi avete cambiato le regole in corsa, posso decidere, a tariffe cambiate, di non tenere più mio figlio fino alle 17 ma magari solo fino alle 13, visto che avete aumentato o reintrodotto delle tariffe, posso decidere di non spendere così tanto? “Eh no” risponde con tono maternalistico l’addetta della ex segretaria del Sindaco “la decisione di tenere un figlio cinque o otto ore all’asilo resta una scelta educativa, non economica…”. “Cosaaaaa” stavolta urlo ”ma cosa stai dicendo??? Non pensi che le famiglie si regolano anche su quanto pagano a scuola?”. Morale: attacco il telefono e mi rendo conto, ancora una volta di più, così come confermato dai suoi illustri predecessori, che questo Sindaco, e parte di questa Giunta, non ha proprio idea di cosa stia governando. Non conosce la città, e l’assessore arrivata da Trento con studi parigini e frequentazioni palermitane non ha proprio idea di quale siano le difficoltà di una famiglia con (molti) figli a Roma.  

Intanto al Comune, restano totalmente in bambola sulla vicenda: la conferma arriva dal tardivo aggiornamento sul sito, come denuncia ancora De Palo: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CAMPIDOGLIO/asili_nido_comune_roma_sito_viii_municipio_errore_tariffe_terzo_figlio_gigi_de_palo/notizie/895054.shtml

E sopratutto, confermano, con l’ennesima rettifica datata 10 settembre, che l’aumento retrodatato è assolutamente illegittimo: rispetto a quanto asseriva l’illuminata addetta stampa, guarda caso, ora si possono cambiare orari e tariffe, rispetto a quanto scritto all’atto delle iscrizioni: guardate il Pdf sul sito aggiornato http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=muni_xi_uff_nidi.wp

Manca una cosa: visto l’articolo chiaramente “Nimby”,  non sarei onesto a non parlarne. La mia vicenda resta -nonostante i quattro figli – comunque la storia di una posizione privilegiata. Il mio Isee di 33 mila euro però mi obbliga ora ad una spesa per i gemelli di 400 euro al mese. E , caro Assessore Cattoi che mi ha anche sbagliato i calcoli, per lei non saranno nulla, ma a me e alla mia famiglia cambiano il mese.

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  1. girlino scrive:

    Ho due figlie che frequentano la scuola comunale nel XIV municipio, dunque anche io so di che stiamo parlando. È vero molti burocrati e politici romani sono faciloni e cialtroneschi, ma il servizio del nido è mediamente, almeno per la mia esperienza, molto buono. Buono il cibo, brave le educatrici. Inoltre, e questo è l’elemento che manca nel suo post e spero non sia mancato nel servizio giornalistico, le rette sono molto basse. Con la retta che paga lei in migliaia di città italiane, con il suo ISEE, si iscrive a malapena un solo bambino. La mia bimba più piccola a Firenze, città amministrata dal premier che meritoriamente pone l’accento sull’aumento dell’offerta di nidi, pagherebbe 189 euro al mese di più; e firenze non è una delle città più care (fonte: inchiesta cittadinanza attiva relativa al 2012, ma io io conti li ho fatti con la mia retta attuale). Ripeto, tutta vera la cialtroneria, ma andrebbe ricordato (in tempi di riallineamento di bilancio) quanto si paga poco il nido a Roma; retta fra le meno care, servizio buono (sopratutto se confrontato con gl altri servizi errati dal comune). Lo avete detto?
    daniele Ghirlanda

    • Caro Daniele, qui non parliamo della qualità del servizio, che non penso sinceramente sia merito di questa giunta. Qui parliamo della disonesta’ nel prendere una decisione che va contro le famiglie a dispetto di quanto annunciato sia a livello comunale che nazionale; nella disonesta’ di non comunicarlo chiaramente ma lasciando le famiglie davanti alla brutta notizia all’apertura dei nidi; nella spocchia di dire alle famiglie stesse, che avevano fatto l’iscrizione on line (impresa titanica) e si erano studiate orari e tariffe per organizzare la vita ” se ti sta bene e’ cosi se no lascia i figli a casa” perché questo e’il tono dell’Assessore. Per il resto le altre mie figlie si sono trovate benissimo all’asilo. Che con l’Isee che ho comunicato mi sono costati, privatamente, 370 euro ( parlo di 10 anni fa) e 500 euro al mese fino a ieri.

  2. cordelia83 scrive:

    Capisco, condivido e allibisco….nel secondo giorno di inserimento delle mie gemelle una gentile maestra del nido mi informa che devo urgentemente andare presso l’ufficio nidi del mio municipio, chiedo “per cosa?” Ma lei evidentemente non mi vuole dare la brutta notizia cosi mi dice che non sa e io penso che ci sara’ qualche incompletezza e irregolarita nella documentazione contrattuale d’iscrizione alla scuola comunale. Ma resta il problema, perchè devo andare io fisicamente al municipio, prendere mezza giornata di permesso dal lavoro in un periodo in cui mai cosi difficile e’ stato conciliare l’attivita’ lavorativa con l’inserimento a scuola di 3 bimbe quando anche l’iscrizione si fa on line? Cosi provo a telefonare, nelle poche ore di apertura dell’ufficio, ai due numeri di telefono disponibili, per due gg, tante volte…ma nessuno risponde…e parte sempre la stessa segreteria che dice di richiamare…poi intuisco, che sia per l’esenzione della terza figlia che mi hanno detto di andare? Per l’aumento della tariffa della seconda?…ma provo a richiamare ancora, voglio proprio vedere come me lo diranno visto che il contratto, cosi lo chiamano a scuola da me, lo ho gia firmato mesi fa…..ma non rispondono…e allora mi dico, ma perchè li devo chiamare io? Non mi possono chiamare loro visto che sono loro che mi devono dare una comunicazione? Per quanto illeggittima…nel contratto tra me e il comune di roma fra le mille condizioni poste, non c’è quella che la tariffa può cambiare dopo accettazione in corso d’anno….peccato che la mia prima bimba va in una scuola privata, perche’ alla scuola pubblica non me l’hanno presa (quanti servizi il comune di roma, eh!) …pero’ dove sta adesso con 100 euro in piu al mese (rispetto ai 280 euro che pago ora per la seconda) mi rimane un’ora in piu…fa 4 ore di inglese al giorno e danza incluse nel prezzo….e soprattutto c’e’ rispetto e chiarezza e non mi cambiano le tariffe in corso d’anno…lì ci sarebbe anche il nido…allora sposto lì anche le piccole? Peccato, averlo saputo prima…ora dovrei fare un nuovo inserimento, con la confusione inevitabile che ingenererei alle mie piccole, e prendere due settimane di permesso dal lavoro? …vabbe’, aspetto fino a che non mi telefoneranno…

  3. giulio scrive:

    Lasciamo perdere. Ormai per i cittadini, famiglie in particolare e meglio ancora se numerose, non c’è più un interlocutore credibile. Io ho il quarto e il quinto figlio al nido. Il quarto è disabile, cosa che comporta una gestione piuttosto complessa di orari e risorse. L’ISEE familiare è 16000 euro. La mia quota è sui 210 euro al mese per entrambi contro gli 0 che si speravano: quota pari all’indennità di frequenza (del centro di fisioterapia) che lo stato corrisponde per la disabilità del quarto: in sostanza lo stato mi dà e il comune mi toglie. Come vivi con 16000 di ISEE e 5 figli a Roma? Hai da mangiare e da vestire solo se scegli offerte e i ragazzini si passano i vestiti. Fai economia su tutto. Riesci a fare una vacanza l’estate in montagna. Puoi permetterti baby sitter figlie di amici per alcune ore al mese, in genere per accompagnare qualcuno a scuola o per riprenderlo. Non esiste cena fuori, non esistono velleità di alcun tipo. I 2 figli più grandi fanno uno sport, non fanno inglese e non fanno corsi musicali o attività simili. Ti auguri sempre che non ci siano spese condominiali oltre le ordinarie. A Natale i figli ricevono il loro regalo. Compriamo quasi tutto usato: dal passeggino ai libri fino ai vestiti a metà prezzo che alcuni comprano per non indossare mai. In genere sono i vestiti per le grandi occasioni. Detto ciò chiedo consigli a questi magnifici geni dell’economia su come individuare i 2100 euro da sottrarre al nostro paniere di consumi… Per quanto riguarda il confronto con Firenze (che mi piace valesse anche per la gestione dei rifiuti, per dirne una): lì un disabile non paga il nido. E c’è comunque uno sconto per il secondo frequentante. La simulazione che ho fatto sul sito comunale fiorentino, dove le tariffe sono note e facilmente calcolabili, mi indica circa 300 euro, senza considerare lo sconto per il secondo frequentante. Se fosse uno sconto del 30% come
    quello previsto a Roma avrei che il nido di Roma mi costa come quello di Firenze, nessun vantaggio a favore di questo paesone chiamato “capitale”. E chissà se indagassimo sulla qualità dei servizi: pensate che se il personale sciopera a Firenze non si paga il giorno al nido… E’ inutile ragionare ancora. Sono state colpite le famiglie numerose (con aggravio per quelle con disagio) in modo talmente eclatante da pensare: o sono completamente incompetenti o c’è la precisa volontà di farlo.

  4. Caro Giulio, aggiungo solo ora la tua testimonianza. Continuo a non avere parole e mi permetto di rilanciare la storia arricchita (é evidentemente un ossimoro) dalla tua testimonianza

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