Ci fosse stato Pasolini

Un’ esauriente risposta all’anelito di verità che accomuna i familiari e l’intero Paese – scrive Napolitano ai familiari della vittime della stazione di Bologna. Esauriente. Anelito. Verità. Serve a poco fare l’analisi semantica delle parole del Quirinale. O sapere se davvero Napolitano, e tutto il Pci che fu, il Pd che e’ ora, crede alla strage fascista.
Io che non sono fascista ne’ comunista, ne’ lo sono mai stato, ho letto le carte del processo, praticamente tutte. E so che la verità non e’stata trovata. Forse un anelito, non certo esauriente.
Se davvero non sono stati Fioravanti, Mambro e Ciavardini che – al contrario di quanto emerso nel dibattimento sono stati comunque condannati all’ergastolo – nessuna tesi alternativa e’ stata convincente: l’esplosivo palestinese che passava per l’Italia grazie al Lodo Moro detonato per caso, la vendetta – sempre araba – per il sequestro di armamenti dell’anno precedente, la curiosa presenza il 2 agosto a Bologna di Thomas Kram, il bombarolo del superterrorista Carlos lo Sciacallo, la risposta libica al missile di Ustica destinato a Gheddafi, solo 40 giorni prima.
Io so – di contro – che le prove che hanno portato all’ergastolo i tre dei Nar sono imbarazzanti: solo voci de relato, peraltro di un pentito super sbugiardato come imageAngelo Izzo e di un pesce piccolo della Magliana, Massimo Sparti, che sul letto di morte, venti anni dopo, ha confessato al figlio di essersi inventato tutto.
Io so che quei giovani spontaneisti hanno ucciso, con infamia, anche alle spalle, molti altri innocenti, e per questo la condanna sociale non viene cancellata dal carcere. Io so che la mia tesi, giustamente, conta nulla.
Ma sulla strage di Bologna dovremmo posticipare il vero “Io so” di Pasolini:

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).

 

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