Di cosa parliamo quando parliamo di suicidio ?

Dan, come Luca vent’anni fa, erano bellissimi. Non solo interiormente, anche fisicamente. Quando dici, banalmente, mentre ti barcameni giorno dopo giorno, ma che vi mancava per lavorare, divertirvi, godere, giocare, soffrire il giusto, insomma che vi mancava per vivere ? Vi mancava qualcosa, vi mancava l’aria e noi che stavamo vicini, o eravamo convinti di esserlo, non vi abbiamo dato la cosa più semplice del mondo.
O meglio, con Luca Lagi, eravamo vicinissimi, praticamente ci vedevamo ogni pomeriggio e me l’aveva anche detto, un paio di volte, nel giro di due giorni: “questa e’ l’ultima sigaretta, questa e’ l’ultima passeggiata in centro, questa e’ l’ultima…” . Quando pensai di aver capito, gli dissi con grande sensibilità : “A Luca ma che cazzo dici ?”
Avevamo venti anni, Luca si uccise poche ore dopo, scegliendo come data l’anniversario della morte di Bob Marley. Il dolore e il senso di colpa durarono molto, a volte, anche se a distanza di un quarto di secolo, riaffiorano.

sensibili alle foglie

sensibili alle foglie

Sopratutto quando ricapita. Con Dan non eravamo vicinissimi, ma ogni volta che ci vedevamo era una festa. Forse perché ci aveva unito proprio una festa, sai quelle di fine anno, aziendali, dove si perdono i freni inibitori, e noi ci eravamo presi una sbornia colossale, lui aveva rischiato anche il posto di lavoro, invece, per bravura e tenacia, da quell’episodio si era messo in proprio e sembrava proprio che gli girasse bene, anzi meglio.
Sembrava. Quante banalità gli dicevo ogni volta, magari quando ci capitava di lavorare insieme, io davanti, lui dietro alla telecamera – “a Dan ce l’hai proprio tutte, sei rumeno e laziale” – prima, anni fa, si sbellicava, e mi dava delle pacche che mi mozzavano il fiato per quanto era forte. Pero’ era sensibile come una foglia, glielo leggevi negli occhi, quelli che piano piano si sono spenti. E io – forte delle esperienze passate – anche questa volta non c’ho capito un cazzo. Dovevamo prendere un aperitivo insieme da mesi, con un suo amico con il quale, il mio senso di colpa, per altre ragioni, pensavo fosse unico. Invece questo e’peggio.
Siamo ipocriti quando non parliamo di depressione. Siamo ipocriti quando non parliamo di un suicidio, perché in fondo, bisogna rispettarlo.

 

 

xx

 

 

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