Piccole assoluzioni quotidiane

 

Poche certezze nella vita: la prima, mai e poi mai mi faro ‘ coinvolgere dalla malattia maratoneta dei post-quarantenni.
- Se mi vedi la mattina alle sette con le scarpette da runner, la canottierina e i calzoncini acetati, sparami alle gambe – ho detto con occhio spiritato a mia figlia grande.
Mi ha guardato con lo stesso interesse con il quale una cubista, rientrata da una notte di lavoro, osserva alla tv una puntata del Progetto Nettuno sulla fisica quantistica. Senza rispondere si e’ rituffata su Instagram.
- Se mi vedi alla tv tra qualche anno ospite come opinionista tuttologo, lasciami il giorno dopo – ho esclamato con convinzione a mia moglie al risveglio dalla pennica di mezza estate. E’rimasta in silenzio, sorseggiando il caffè . Poi si e’alzata senza neanche guardarmi: vabbe’, vado io dal ferramenta che tu non ci capisci nulla – poi,dandomi le spalle – tanto tu diventerai il classico opinionista paraculo !
Ho capito che nelle sue parole c’era anche una punta di invidia.
- Se mi sentite dire Stefano con la e chiusa, oppure parlare con la dizione perfetta tipo attore di teatro, sputatemi in faccia – ho urlacchiato una volta davanti ad un gruppo di colleghi distratti. – Preferisco tenere la mia naturalezza e la cadenza romana di fondo, sono un giornalista ! – Lo dicevo convinto, dopo anni di maldipancia per i milanesi ritenuti fighi perché parlano con l’accento lombardo e sopratutto di fronte all’invasione dei toscani, dal teatro alla tv fino a Palazzo Chigi.

Maratoneta a cento anni

Maratoneta a cento anni

Poi una mattina mi sono svegliato presto, cuffiette alle orecchiette per ascoltare il gr di Radio Rai. E’una vita che mi confondo: quello del punto ora e’su Radio 1 o 2 ? Ovviamente mi son sbagliato, imbattendomi in un format estivo al posto delle notizie; per sigla un riif poco valorizzato di Nannini e FabriFibra (“ci sono cose che nessuno ti dira,ci sono cose…) un titolo curioso non tanto per l’idea (“Questo non e’ un paese per giovani”) quanto perché a condurre in studio sono uno speaker non sembra freschissimo dalla voce e un regista –  sceneggiatore di moda ultracinquantenne. Ospite fisso un ex playboy di Castiglion della Pescaia, improvvisato meteorologo. Caratteristica dei tre: tutti toscani. A tener banco le considerazioni illuminate e illuministe del regista che attacca tutto e tutti senza una prova giornalistica seria e concreta. Lui può, evidentemente, alle otto del mattino su Radio Rai.
Ho pensato: e se domani faccio la sua fine e avvera la profezia di mia moglie? Libero sull’emittente di Stato a dire la mia con il mio accento ? Mentre lo sognavo, correvo come un forsennato sulla spiaggia. Perché, quando torno a Roma, voglio essere in forma per la maratona.

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