Radio Killed the Radio Star

Non c’e’ nulla di più banale di titolare un programma di qualsivoglia genere “Selfie”. Infatti l’idea era venuta anche a me qualche settimana fa e mi era stata sagacemente bocciata. Ma sopratutto non c’e’ nulla di più banale delle chiacchiere dei conduttori radiofonici. E infatti con orgoglio posso dire : la mia carriera e’iniziata alla radio ! Ho avuto i primi due Direttori – decisivi per la mia formazione sopratutto caratteriale – che erano incredibilmente simili. Barbe da contestatori nati a sinistra, e morti – giovani – criticando fortemente la sinistra, aria da burberi incazzosi dove scavando scavando trovavi il cuore morbido, ma sopratutto fortemente convinti che potevi far ridere alla radio solo in un modo. Involontario. Insomma dicendo una cazzata senza controllo, sbagliando una parola, incespicandoti in diretta.

Paolo Mazzullo e Bruno Ripanti, non avranno fatto la storia della comunicazione in Italia, ma forse sono le persone che ho frequentato  che più conoscevano modi, tempi e ragioni della radiofonia italiana. Li ho spesso ricordati con le loro Ceres, Jack Daniels, e mille Marlboro mentre, per tutta questa estate che mi sono concesso libera, ho ripreso ad ascoltare tanta tanta radio. Il commento finale : imbarazzante.  

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Poco o niente si salva : dalla radio di stato con programmi mattutini ossimori – “Questo non e’ un paese per giovani” con star un regista cinquantenne (spazio ai giovani, daje) –  al contenitore mattutino già citato ad inizio post, per il titolo davvero creativo, e per una conduttrice, nuova star della tv di sinistra, che lancia i “twitter” da un villaggio turistico in Corsica, mentre il collega – evidentemente meno quotato – e’ chiuso in ferie nello studio a Milano; fino alle grande company, tutte miseramente uguali nelle conduzioni a due senza intesa, con battute a triplo senso, dove il senso e’sempre lo stesso (cazzo, figa, culo, tette), banalità su banalità su banalità che mentre li ascolti, riadatti il vecchio motivo di Eugenio Finardi : “e se una radio e’ …stupida, ma stupida veramente, piace ancor di più perché stupida e’ la gente !”

Concludendo: in primis, da anni insieme ad un collega di Sky, sogniamo di tornare alla radio , e vista la mediocrità dilagante, direi che siamo perfettamente nella media. In secundis, beh, a forza di ascoltar tutta questo Fm estivo, mi sono beccato l’otite cronica.

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