Senso di inferiore superiorità

Ultra' Roma

Non dovrei scrivere di calcio sui social, così mi ero ripromesso , ma in nome della liberta di stampa e di opinione, a maggior ragione su un blog personale…Dunque anche quest’anno, amici miei non ci siamo. Siamo partiti a bomba, ma da vecchi tifosi della Sud in cuor nostro sapevamo a cosa rischiavamo di andare in contro. E regolarmente ci siamo andati.

Una squadra che al minimo segnale di supremazia, perde la fame, e diventa presuntuosa, molla, inutilmente litigiosa, coattamente rancorosa. Eravamo convinti, finalmente, che sara’ sara’, di avere comunque una squadra rocciosa, solida, che poteva perdere ma non si perdeva mai, non andava mai in barca.
E’bastata la classifica sconfitta con la Juventus, oggettivamente e scientificamente ingiusta a causa di Rocchi (nonostante qualche penoso tentativo di ribaltare la verità dei corsi e ricorsi calcistici), per ripiombare pero’ nei nostri vecchi vizi. Il pianto legittimo si e’ declinato un illegittimo senso di superiorità. In campo da quel giorno e’ riapparsa la solita Rometta: non più monoliticamente determinata e destinata alla vittoria. Ma endemicamente pronta a sentirsi superiore passando i novanta minuti a rimuginare su errori, incomprensioni, omissioni compartimentali.
Certo, non si discute, si ama. E l’ amore, quando e’vero , pulito e senza interessi, e’sofferenza.

 

 

 

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